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Sanremo 2013 Archive

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Festival di Sanremo: quinta serata 16/2/2013

Siamo giunti alla fine del 63° festival della canzone italiana, aperto dall’orchestra che, diretta dal maestro Daniel Harding, ha eseguito la cavalcata delle valchirie di Richard Wagner e la marcia trionfale dell’Aida di Giuseppe Verdi dei quali si festeggia il bicentenario della nascita.
 
Ospite femminile: Bianca Balti che partecipa agli interventi comici della Litizzetto con ironia, fanno la parodia del conduttore maschio che accogli le bella ospite e poi sfila, scivolando (per la gioia della Litizzetto).
Ospiti maschili: il ballerino Lutz Forster ed il giocatore di rugby Martin Castrogiovanni.
Ospite comico: Claudio Bisio che ha ironizzato sulla politica dando la copla all’elettore.
Ospite canoro: Andrea Bocelli che ha cantato “La voce del silenzio” accompagnandosi al paino, “Love me tender” accompagnato dal figlio e “Quizas, quizas, quizas”.
Ospite canora: Birdy che ha cantato e suonato “Skinny Love”.
 
Sono un po’ stanco ed assonnato dunque scusatemi se non scriverò tutti i dettagli delle mie valutazioni, mi limiterò ai nomi ed ai voti. Voti che questa sera, come faccio sempre ogni anno, non riguarderanno la qualità del brano e dell’esecuzione ma valuterò la cantabilità, ossia la facilità col la quale si riesce già a cantare i brani in gara.
 
 
 
Valutazione cantabilità canzoni in gara:
 
  • Raphael Gualazzi – “Sai (ci basta un sogno)” – 6½.
  • Almamegretta – “Mamma non lo sa” – 6.
  • Daniele Silvestri – “A bocca chiusa” – 8½.
  • Modà – “Se si potesse non morire” – 7.
  • Simone Cristicchi – “La prima volta (che sono morto)” – 6+.
  • Maria Nazionale – “È colpa mia” – 8+.
  • Annalisa – “Scintille” – 9+.
  • Max Gazzè – “Sotto casa” – 9½.
  • Chiara – “Il futuro che sarà” – 7½.
  • Marta sui tubi – “Vorrei” – 8-.
  • Malika Ayane – “E se poi” – 7+.
  • Elio e le Storie Tese – “La canzone mononota” – 8.
  • Marco Mengoni – “L’essenziale” – 6+.
  • Simona Molinari con Peter Cincotti – “La felicità” – 10-.
 
Il premio della critica “Mia Martini”, assegnato dalla sala stampa, è andato ad Elio e le Storie Tese, così come il premio per il miglior arrangiamento.
 
I primi tre classificati sono stati Elio e le Storie Tese, Modà, Marco Mengoni. Nuovo televoto e nuova votazione della giuria di qualità per decretare il vincitore.
Intanto i tre finalisti si esibiscono di nuovo ed Elio sbaglia, disperandosi, l’ultima nota della canzone (secondo me appositamente).
Alla fine dei giochi ha vinto Marco Mengoni. Io avrei fatto vincere Elio e le Storie Tese o, al limite, i Modà; Marco Mengoni e la sua canzone sono, secondo me, sopravvalutati.
 
 
A presto, Igor
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Festival di Sanremo: quarta serata 15/2/2013

Purtroppo della terza serata ho potuto vedere solo l’inizio, avevo programmato la registrazione ma dopo un po’ si è bloccata. Magari dopo aver dormito me la andrò a vedere in rete; era mia intenzione farlo oggi pomeriggio ma poi non ho avuto tempo perché ho dovuto pensare alle pratiche di iscrizione al festival dove andremo a cantare (ancora non so se col quintetto o col coro): l’Alta Pusteria International Choir Festival.
 
Della terza serata posso dire che son state televotate le 14 canzoni in gara ed è stata pubblicata la classifica parziale che in finale peserà per il 25%, stesso peso avrà il televoto di domani sera (o dovrei dire stasera data l’ora) che si sommerà anche alla votazione della giuria di qualità composta da Nicola Piovani (presidente), Eleonora Abbagnato, Stefano Bartezzaghi, Cecilia Chailly, Serena Dandini, Claudio Coccoluto, Rita Marcotulli, Paolo Giordano, Neri Marcore (oggi sostituto di Carlo Verdone, a casa col mal di denti, che domani sarà sostituito da Beppe Fiorello) e Nicoletta Mantovani.
 
 
La quarta serata è stata dedicata alle canzoni sanremesi del passato ricantate e (purtroppo) solo qualche volta reinterpretate dai cantanti e gruppi in gara.
Inoltre è stata la finale della gara dei giovani con l’assegnazione dei premi e l’elezione del vincitore.
 
Luciana Litizzetto, vestita come Nilla Pizzi di metà ‘900, ha aperto la serata ironizzando sulle canzoni malinconiche che venivano presentate al Festival negli anni ’50. A metà serata si è vestita, invece, da Caterina Caselli, con tanto di caschetto d’oro!
 
A metà serata è stata inaugurata la statua in ricordo di Mike Bongiorno.
 
Ospiti di stasera i disastrosi ma molto ironici presentatori del 39° Festival (1989): Rosita Celentano, Paola Dominguin, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi.
A fine serata il corvo Rockfeller.
 
Stasera il premio “Città di Sanremo” è stato consegnato a Pippo Baudo che ha giocato con le battute della Litizzetto.
 
Primo ospite musicale è stato Stefano Bollani che ha dimostrato tutta la sua abilità musicale ed il suo virtuosismo improvvisando su canzoni scelte dal pubblico.
Secondo ospite Caetano Veloso che dopo aver cantato da solo ha anche cantato, accompagnato da Bollani, “Come prima”.
 
 
Veniamo ora alle esibizioni dei famosi:
 
Poiché hanno cantato canzoni non proprie non vi farò l’elenco completo, a meno che qualcuno non me lo chieda. Questo perché voglio premiare solo quelli che hanno avuto più coraggio non legandosi all’esibizione “normale” eseguita come l’originale.
 
  • Malika Ayane ha cantato “Cos’hai messo nel caffè” (1969), eseguita dolcemente ed anche ballata da lei e due ragazzi; originale e non facile mentre si canta.
  • Simona Molinari con Peter Cincotti e Franco Cerri ha cantato “Tua” (1959), canzone meravigliosa che ha assunto un tocco magico grazie alla chitarra di Cerri.
  • Maria Nazionale con Mauro Di Domenico ha cantato “Perdere l’amore” (1988), interpretata a ritmo lento di rumba, bella versione e che acuti alla napoletana!
  • Elio e le Storie Tese con Rocco Siffredi ha cantato “Con un bacio piccolissimo” (1964), si son nanizzati, piccoli loro e piccolissimi gli strumenti “giocattolo” che hanno usato per un’esecuzione perfetta e divertente.
  • Raphael Gualazzi ha cantato “Luce (tramonti a nordest)” (2001), finalmente un po’ di coraggio, cimentarsi su una canzone particolare come questa e pure recente non è facile; l’ha trasformata in un brano jazz totalmente diverso dall’originale, complimenti!
  • Almamegretta (senza cantante che per motivi religiosi oggi non poteva lavorare) con James Senese, Marcello Coleman, Clementino e DJ Albino D’Amato hanno reinterpretato “Il ragazzo della via Gluck” (1966) mixando insieme diversi generi musicali.
 
Arriviamo ora alla finale delle nuove proposte:
  1. Antonio Maggio – “Mi servirebbe sapere” (autore: Antonio Maggio): bravo, canta bene, ha presenza sul palco, interpreta anche col corpo il brano cantato, simpatico lui e la canzone scanzonata che ha scritto; avrà successo. (voto 9½).
  2. Ilaria Porceddu – “In equilibrio” (autori: Porceddu, Fontana, Ferrari): brano interessante ma testo poco immediato, specie il ritornello in sardo, lei brava interprete. (voto 9).
  3. Blastema – “Dietro l’intima ragione” (autori: Casadei, Gambi, Nanni): bravi e professionali ma non è il mio genere (voto 9-).
  4. Renzo Rubino – “Il postino (amami uomo)” (autori: Rubino, Rodini): brano ben costruito, il testo un po’ ripetitivo (voto 8).
 
Il premio della critica “Mia Martini”, assegnato dalla sala stampa, è andato a Renzo Rubino.
 
Il vincitore della sezione giovani (28% televoto, 36% totale) e del premio Luzzati è stato Antonio Maggio.
Seconda si è classificata Ilaria Porceddu (30% televoto, 27% totale), terzo Renzo Rubino (30% televoto, 19% totale) e quarti Blastema (12% televoto, 18% totale).
Dalle percentuali si capisce che la giuria di qualità ha premiato Antonio Maggio ed i Blastema (poco compresi dai televotanti), penalizzando gli altri due. Renzo Rubino, invece, per me è sopravvalutato.
 
 
A presto, Igor
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Festival di Sanremo: seconda serata 13/2/2013

Questa sera c’è stata una doppia gara: gli altri 7 cantanti/gruppi famosi hanno presentato i propri 14 brani e si sono esibiti anche i primi quattro giovani, dei quali due sono stati promossi alla finale che si svolgerà venerdì sera in cui sarò decretata la nuova proposta vincitrice.

 
Stasera la serata è stata aperta da Beppe Fiorello nei panni (è proprio il caso di dirlo visto che indossava la giacca originale di Sanremo) di Domenico Modugno, raccontando la genesi di “Nel blu dipinto di blu”. Sempre lui ha chiuso la serata cantando “Vecchio frack”.
Ospite femminile di tutta la sera la bella israeliana Bar Rafaeli.
Ospite canora Carla Bruni il cui maggior pregio è stato quello di saper scherzare, anche musicalmente, con Luciana Litizzetto. Ospite canoro dalle qualità esaltate e, secondo me, ipervalutate, l’israeliano Asaf Avidan, accordato al Festival come un ufo in un branco di pecore.
Due brevi interventi comici sono stati riservati a Neri Marcorè che ha interpretato Alberto Angela, anche con spalla Fabio Fazio nei panni di Piero Angela.
 
 
Veniamo ora alle esibizioni dei famosi:
  1. Modà – “Se si potesse non morire” (autore: Francesco Silvestre): buon testo, inizio dolce, poi cresce, però ci si perde dopo un po’ di ascolto, il finale è debole (3/8, voto 8- ).
  2. Modà – “Come l’acqua dentro il mare” (autore: Francesco Silvestre): testo d’amore che “non può finire, come l’acqua dentro il mare” (5/8, voto 8½).
Max Biaggi ed Eleonora Pedron annunciano la vittoria di “Se si potesse non morire” col 61% dei voti.
  1. Simone Cristicchi – “Mi manchi” (autori: Cristicchi, Di Salvo, Pacco): particolare canzone d’amore, “mi manchi, come al cacio dai maccheroni”, sembra elementare ma in realtà è ben studiata ed articolata, peccato che abbia preso qualche nota non perfettamente (2/8, voto 7).
  2. Simone Cristicchi – “La prima volta (che sono morto)” (autori: Cristicchi, Pari): son rimasto incantato, canzone in pieno stile Cristicchi (6/8, voto 9½).
Jessica Rossi annuncia la vittoria di “La prima volta (che sono morto)” col 56% dei voti.
  1. Malika Ayane – “Niente” (autore: Giuliano Sangiorgi): brano un po’ monotono sia nella musica che nelle parole (3/8, voto 6+).
  2. Malika Ayane – “E se poi” (autore: Giuliano Sangiorgi): non entusiasmante, quasi noioso ma più variato dell’altro brano (5/8, voto 6½).
Neri MArcorè, nei panni di Alberto Angela, annuncia la vittoria di “E se poi” col 54% dei voti.
  1. Almamegretta – “Mamma non lo sa” (autori: Della Volpe, Polcani, Tesone): testo interessante anche se poco vario (3/8, voto 7).
  2. Almamegretta – “Onda che vai” (autori: Federico e Domenico Zampaglione): crea un’atmosfera particolare, ma lì finisce (5/4, voto 7½).
Filippa Lagerback annuncia la vittoria di “Mamma non lo sa” col 52% dei voti.
  1. Max Gazzè – “I tuoi maledettissimi impegni” (autori: Francesco e Max Gazzè, Buzzanca): niente di eccezionale, sa di già sentito (2/8, voto 8).
  2. Max Gazzè – “Sotto casa”(autori: Francesco e Max Gazzè, De Benedittis): energica e dal testo ben studiato (6/8, voto 9+).
Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Ilaria Salvatori annunciano la vittoria di “Sotto casa” col 77% dei voti.
  1. Annalisa – “Scintille” (autori: Faini, Galbiati): gran ritmo ed allegria, coinvolgente (5/8, voto 9).
  2. Annalisa – “Non so ballare” (autore: Ermal Meta): magico ma sempre uguale, alla fine risulta monotono (3/8, voto 8+).
Carlo Cracco annuncia la vittoria di “Scintille” col 55% dei voti.
  1. Elio e le Storie Tese  – “Dannati forever” (autori: Belisari, Conforti, Civasoni, Fasani): per come è scritta domani la canteranno tutti (4/4, voto 10).
  2. Elio e le Storie Tese  – “La canzone mononota” (autori: Belisari, Conforti, Civasoni, Fasani ): grande virtuosismo e dimostrazione di cultura musicale sul concetto della canzone su una nota sola, di certo non monotona; solo un piccolo appunto: nella canzone si citano vari esempi di brani analoghi nella musica ma non l’esempio perfetto che io personalmente, col quintetto “Viva la musica”, canto da tempo ossia la fuga parlata “Parade”, scritta a tre parti su una nota sola da Lawrence Eismai, docente al Queens college di New York (4/4, voto 10+).
Roberto Giacobbo annuncia la vittoria di “La canzone mononota” coll’81% dei voti.
 
 
Ed ora le esibizioni dei giovani:
  1. Renzo Rubino – “Il postino (amami uomo)” (autori: Rubino, Rodini): canzone sull’amore tra due uomini, ben costruita ma si capisce poco dove vuole andare a parare (6/8, voto 7).
  2. Il Cile – “Le parole non servono più” (autori: Cilembrini, Presentini): mi lascia perplesso, gesti da rapper ma canzone tradizionalista e monotona (4/8, voto  6).
  3. Irene Ghiotto – “Baciami?” (autori: Ghiotto, Carcani): lei non spicca anche se è brava, il brano non male (6/8, voto 7+).
  4. Blastema – “Dietro l’intima ragione” (autori: Casadei, Gambi, Nanni): grande energia, un gruppo di carattere che potrebbe aver successo anche se la voce del cantante non ha gran personalità (7/8, voto 9).
 
Al termine delle operazioni di voto sono risultati passare alla finale di Venerdì sera Renzo Rubino e Blastema.
Vedremo come saranno gli altri quattro giovani.
 
 
Bella serata, canzoni all’altezza delle aspettative (a parte quelle dei giovani che, escluso i Blastema, sono stati molto conservatori e di scarso livello qualitativo).
 
 
A presto, Igor
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Festival di Sanremo: prima serata 12/2/2013

Anche quest’anno son qui, come di consueto, ad inviarvi la cronaca delle 5 serate del festival della canzone italiana con le mie considerazioni e valutazioni, come al solito scritte a caldo e senza essermi informato precedentemente su quanto ci aspetta da questa edizione, a parte qualche voce giuntami indirettamente.
Poiché venerdì mattina sosterrò a L’Aquila la prova scritta dell’esame per il concorso a cattedra in educazione artistica – disegno e storia dell’arte, la sera di giovedì, anche se cercherò di seguire il festival, non scriverò i miei commenti ma probabilmente provvederò a scriverli nel pomeriggio.

Ed ora veniamo a questa prima serata.
L’anteprima è stata curata in modo piacevole e divertente, come sempre nel loro stile, da Antonello Dose e Marco Presta della trasmissione di Radio2 “Il ruggito del coniglio”.

All’apertura della serata Fabio Fazio ha parlato della musica popolare (a teatro buio) presentando poi, in occasione dell’anno bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, il coro dell’arena di Verona che ha cantato “va pensiero” accompagnato dall’orchestra sinfonica di Sanremo diretta dal maestro Mauro Pagani che la guiderà durante tutta la rassegna canora (eccetto le canzoni in gara che hanno il proprio direttore).

Divertente la disposizione dell’orchestra che è letteralmente appesa alla scenografia come fosse una quinta un po’ sbilenca del palco.
Scenografia all’apparenza molto semplice ma che racchiude piccole chicche tecnologiche. Varie quinte mobili che a seconda dell’esibizione si dispongono sul palco per proiettare luci e immagini; il palco al centro si estende sulla platea come una lingua srotolata sopra le prime file centrali di poltrone, lasciate ben visibili grazie al pavimento trasparente e, piccola chicca, la scala per un po’ sembrava non esserci finché non è stata “costruita” sopra l’ingresso centrale del palco grazie ad una serie di gradini a sbalzo mobili che dal fianco si sono spostati con vari movimenti incrociati (rotazione verticale, orizzontale e diagonale) fino a creare una scalinata centrale leggermente curva e un po’ ondeggiante al passaggio per via del forte sbalzo unito ad un meccanismo di movimento che quindi non assicura una stabilità perfetta (nessuna caduta comunque).

Divertente anche l’arrivo di Luciana Litizzetto, trasportata da una carrozza tipo quella di Cenerentola, vestita in nero ed entrata un po’ goffamente in teatro a piedi, da sola, e salendo le scale dalla platea al palco col suo tipico ma caratteristico poco stile. Per cominciare ha pensato bene di scrivere una lettera a San Remo, divertente e pungente come suo solito.
Bravo Fabio Fazio che dopo l’esibizione di Maria Nazionale ha dato i codici di televoto imitando Bruno Vespa.

Ospite principale di questa sera è stato Maurizio Crozza che è entrato vestito da Silvio B. cantando “Formidable”, poi contestato da un paio di persone; ma non ha lasciato fuori dalla sua satira nessuno, facendo vantare “Via” a Bersani e passando a farsi intervistare come Ingroia e Montezemolo. Un successo di risate, come sempre a denti un po’ stretti perché fa il verso alla realtà che vediamo ogni giorno.
Ospite molto secondario Felix Baumgartner che poco tempo fa si è lanciato da quasi 39.000 metri di altezza, utile soprattutto per far sfogare la Litizzetto con qualche battuta.
Presente anche una coppia gay che si sposerà tra due giorni a New York e che ha descritto il proprio amore con una serie di cartelli che hanno sintetizzato la loro vita insieme.
Ospite canoro è stato invece Toto Cutugno che ha ricevuto il premio “Città di Sanremo” ricantando “L’italiano” (a cui son state aggiunte due strofe attualizzate) accompagnato dal Coro dell’Armata Rossa (non vedo l’ora che invitino anche a noi del Coro “Terra Majura”!), poi ha cantato in russo “Le notti di Mosca” e, per finire, “Nel blu dipinto di blu”.

Il meccanismo della gara sarà lo stesso oggi e domani: sette cantanti/gruppi famosi presentano 2 canzoni; il pubblico col televoto (50%) e la sala stampa (50%) voteranno la preferita che andrà poi in finale. Per ogni cantante si poteva televotare al massimo 4 volte, pertanto il voto tecnico valeva pure 4; per questo io ho usato un punteggio di 8 da dividere tra i due brani per indicare quello che secondo me era più meritevole e di quanto. Poi ho aggiunto, come mio solito, il voto espresso in voti numerici da 1 a 10, con decimali.
Per ogni cantante/gruppo il risultato delle votazioni è stato annunciato da ospiti famosi.

Veniamo ora alle prime 14 esibizioni:

  1. Marco Mengoni – “L’essenziale” (autori: Casalino, Mengoni, De Benedictis): un po’ ballata, pacata ed interessante ma poco entusiasmante e con un finale tronco (5/8, voto 7).
  2. Marco Mengoni – “Bellissimo” (autori: Nannini, Pacifico, Tagliapietra): più energetica della prima canzone, ma anche meno incisiva e convincente (3/8, voto 6).

Marco Alemanno annuncia la vittoria di “L’essenziale” col 52% dei voti.

  1. Raphael Gualazzi – “Senza ritegno” (autore: Raphael Gualazzi): gran musica e ritmo (accompagnato con la tromba di Fabrizio Bosso) ma il testo non è immediato (2/8, voto 9).
  2. Raphael Gualazzi – “Sai (ci basta un sogno)” (autore: Raphael Gualazzi): canzone d’amore magica e poetica, non banale e da brivido, specie all’inizio; il finale cresce musicalmente ma perde poesia (6/8, voto 10-).

Ilaria D’Amico annuncia la vittoria di “Sai (ci basta un sogno)” col 62% dei voti.

  1. Daniele Silvestri – “A bocca chiusa” (autore: Daniele Silvestri): canzone semplice di denuncia, accompagnata da Renato Vicini con la lingua dei segni, molto coinvolgente, da brivido (6/8, voto 9½).
  2. Daniele Silvestri – “Il bisogno di te (ricatto d’onor)” (autore: Daniele Silvestri): canzoncina allegra e semplice ma non eccelsa (2/8, voto 7+).

Valeria Bilello annuncia la vittoria di “A bocca chiusa” col 61% dei voti.

  1. Simona Molinari con Peter Cincotti – “Dr Jekyll Mr Hyde” (autori: Luttazzi, Zeppieri): si sente la mano di Lelio Luttazzi, canzone divertente e dallo swing coinvolgente (4/8, voto 9+).
  2. Simona Molinari con Peter Cincotti – “La felicità” (autori: Molinati, Vultaggio, Cincotti, Avarello): canzone molto simpatica ed allegra (4/4, voto 9).

Flavia Pennetta annuncia la vittoria di “La felicità” col 54% dei voti.

  1. Marta sui tubi – “Dispari” (autori: Gulino, Boschi, Pipitone, Pischedda, Paolini): energici e particolari ma non un brano eccelso (3/8, voto 7½).
  2. Marta sui tubi – “Vorrei” (autori: Gulino, Boschi, Pipitone, Pischedda, Paolini): brano di carattere sia nel testo che nella musica (5/8, voto 8½).

Benedetta e Cristina Parodi annunciano la vittoria di “Vorrei” col 63% dei voti.

  1. Maria Nazionale – “Quando non parlo” (Enzo Gragnaniello): bel brano, forse un po’ monotono (3/8, voto 😎.
  2. Maria Nazionale – “È colpa mia” (Servillo, Mesolella): magico e poetico ma non eccelso (5/8, voto 8+).

Vincenzo Montello annuncia la vittoria di “È colpa mia” col 52% dei voti.

  1. Chiara – “L’esperienza dell’amore” (Federico e Domenico Zampaglione): una poesia musicata ma un po’ slegata la musica dalle parole (4/4, voto 6½).
  2. Chiara – “Il futuro che sarà” (Bianchi, Chiaravalli, Gonzalez Alea): bel brano ma un po’ monotono e piatto (4/4, voto 7-).

Stefano Tempesti annuncia la vittoria di “Il futuro che sarà” col 60% dei voti.

Devo dire che le mie valutazioni sono sostanzialmente in linea coi risultati delle esclusioni di questa sera. Purtroppo, però, questo sistema fa rimanere fuori dalla finale brani che avrebbero meritato di esserci e ci fa entrare altri di minor valore, solo per non veder eliminare un cantante/gruppo in gara.

Appuntamento a domani dove finalmente potrò sentire Elio cantare, da quel che mi è stato detto, tutto su una nota.

A domani, Igor