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70° Festival di Sanremo: prima serata 4/2/2020

Considerazioni generali sulla serata:

Ricomincia il Festival di Sanremo giunto alla settantesima edizione.

Serata di apertura piacevole, molto piacevole, nulla di eclatante ma mai noiosa, sembra una serata in famiglia.

Ritengo giusto, rispettoso e molto positivo che quest’anno i brani siano presentati indicando separatamente gli autori della musica e dei testi e non, come in passato, elencandoli genericamente senza distinguere gli uni e gli altri.

La serata, nonostante le numerose interruzioni pubblicitarie, è scorsa leggera e piacevolmente, con un’ottima alternanza di gara e momenti ricreativi.

Sembrava una serata in famiglia.

Di seguito la cronaca della serata con i miei voti:

Apre la serata Fiorello che indossa il vestito di Don Matteo, entra dalla platea dicendo che c’è bisogno di pace e con le sue battute smorza la tensione dell’inizio. Presenta Amadeus che entra in cima alla scala e con uno schiocco di dita da il via alla sigla che accende il palco di luci e d’azzurro; la scala centrale è affiancata da una scenografia composta di strisce curve che ricordano delle lunghe foglie (scenografia di Gaetano Castelli).

Breve presentazione personale e richiama sul palco Fiorello stavolta vestito da sera.

Scambio di battute, poi viene spiegato il funzionamento della gara.

Inizia la gara con le sfide delle prime quattro nuove proposte (in tutto saranno otto) che duelleranno per proseguire la gara.

Prima sfida tra il gruppo “Eugenio in via di gioia” e “Tecla”.

  • Eugenio in via di gioia: “Tsunami” (testo: Eugenio Cesaro, Lorenzo Federici – musica: Emanuele Via, Paolo Di Gioia, Dardust – dirige: Alberto Cipolla) – Bravi, originali e simpatici oltre che un po’ matti (il che non guasta) anche se il brano incuriosisce ma non decolla mai del tutto, testo non entusiasmante anche se interessante (8).
  • Tecla: “8 marzo” (testo: Piero Romitelli, Rory di Benedetto – musica: Piero Romitelli, Rory di Benedetto, Emilio Munda, Rosario Canale, Marco Vito – dirige: Diego Calvetti) – Brava e con una bella voce anche se un po’ piatta, ricorda un pochino Anna Tatangelo, brano ben costruito ma non entusiasmante né trascinante, testo di valore ma con parole troppo fitte ( 8- ).

Passa il turno, con il 50,6% di preferenze, Tecla. Anche per me erano praticamente alla pari anche se avrei fatto passare gli altri, comunque meritato l’ingresso in semifinale della sedicenne.

Secondo duello tra “Fadi” e “Leo Gassman”.

  • Fadi: “Due noi” (testo e musica: Fadi, Antonio Filippelli – dirige: Daniel Bestonzo) – Inizia da solo alla chitarra piano, poi cresce, ha una voce potente ma opaca, il brano alterna strofe piano e ritornello forte, parla di un amore ma non decolla, un po’ banale (7).
  • Leo Gassmann: “Vai bene così” (testo: Leo Gassmann, musica: Leo Gassmann, Matteo Costanzo – dirige: Matteo Costanzo) – Sa usare bene la voce ma il brano, pur musicalmente coinvolgente, ha un testo abbastanza scontato e banale, ben costruito ma non trasmette (7+).

Passa il turno, con il 54% di preferenze, Leo Gassmann. Concordo ma comunque non lo vedo vittorioso nella finale di venerdì sera finale.

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Ospite per tutte le cinque sere del festival: Tiziano Ferro che canta “Nel blu dipinto di blu”.

Inizia la gara dei primi 12 “big” (domani sera gli altri 12) con Irene Grandi.

  • Irene Grandi: “Finalmente io” (testo: Vasco Rossi, Roberto Casini, Andrea Righi – musica: Vasco Rossi, Roberto Casini, Gaetano Curreri, Andrea Righi – dirige: Celso Valli) – Brano energico ma con un testo un po’ banale ed egocentrico ().

(pubblicità, di nuovo)

Amadeus presenta la prima delle due donne che lo accompagneranno durante il festival: Diletta Leotta.

  • Marco Masini: “Il confronto” (testo e musica: Marco Masini, Federica Camba, Daniele Coro – dirige: Roberto Rossi) – Bravo coinvolgente e trascinante, testo in cui potersi immedesimare, poi… Parolaccia, il gelo. Mi spiace, il brano meriterebbe un ottimo voto (5).
  • Rita Pavone: “Niente (Resilienza 74)” (testo e musica: Giorgio Merk – dirige: Filadelfo Castro) – La parolaccia quasi subito, ma perché?!?!?! Lei fantastica, brano trascinante, testo discreto un po’ ripetitivo, meriterebbe un voto molto buono (5-).

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Amadeus presenta la seconda donna che lo affiancherà durante il festival: Rula Jebreal.

  • Achille Lauro: “Me ne frego” (testo: Achille Lauro, Davide Petrella – musica: Achille Lauro, Daniele Dezzi, Daniele Mungai, Matteo Ciceroni, Edoardo Manozzi – Dirige: Beatrice Antonini) – Brano sull’amore molto particolare (come il suo costumino intero pieno di brillantini), un “veleno” di cui non si può fare a meno (9).
  • Diodato: “Fai rumore” (testo: Diodato – musica: Diodato, Edward Roberts – dirige: Rodrigo D’Erasmo) – lui bravo, brano e testo discreti ma non trascinanti (8).

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  • Le vibrazioni: “Dov’è” (testo: Roberto Casalino – musica: Roberto Casalino, Davide Simonetta, Francesco Sarcina – dirige: Peppe Vessicchio) – accompagnati da un interprete della lingua dei segni, bel brano trascinante ma ripetitivo, troppi dov’è ().

Diletta Leotta fa la cronaca sportiva calcistica del festival in corso e intervista il conduttore “Amadinho”, simpatica.

Amadeus presenta Romina Carrisi che 33 anni fa era al festival nella pancia di Romina Power incinta e presenta i genitori che cantano “Nostalgia canaglia”, come 33 anni fa, poi cantano “La siepe”, “Ci sarà”, “Felicità”.

E dopo il mini-concerto, l’inedito, dopo 25 anni dall’ultimo lavoro insieme, presentato dalla figlia: “Raccogli l’attimo” (testo: Cristiano Malgioglio, Romina Power – musica: Antonio Summa, Al Bano Carrisi – dirige: Alterisio Paoletti), arabeggiante/spagnoleggiante canzone d’amore molto ben congegnata pur senza pretese; aver cantato, prima dell’esecuzione, pezzetti dei loro successi poteva essere un autogol e invece il nuovo brano ha retto bene il confronto grazie anche all’ottimo missaggio dei tecnici audio, sembravano quasi in playback per la perfezione del bilanciamento del suono, non altrettanto perfetto nei 4 pezzetti precedenti dei loro successi.

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Fiorello fa fare le imitazioni ad Amadeus: Sandy Marton e Celentano.

  • Anastasio “Rosso di rabbia” (testo: Anastasio – musica: Luciano Serventi, Marco Azzara, Stefano Tartaglini – dirige: Enrico Melozzi) – lui bravissimo ma il brano mi ha lasciato freddo, nonostante la musica travolgente non ha sfogato la rabbia in modo coinvolgente, mi aspettavo di meglio (7+).

Tiziano Ferro canta “Almeno tu nell’universo” emozionandosi allo strozzo sul finale.

Simpatici i saluti della diretta su Radio 2 Rai.

Diletta Leotta, aggettivata come bellissima, fa un monologo sulla bellezza parlando a sua nonna di 85 anni, presente in sala.

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Il cast del film “Gli anni più belli” si raccontano e cantano con Emma Marrone “Tu come stai”.

  • Elodie “Andromeda” (testo: Mahmood – musica: Dardust – dirige: Silvia Catasta) – E via, terza canzone con parolaccia, va bene per la discoteca ma il testo povero ().

Rula Jebreal legge il libro nero e il libro bianco, quel che sentiamo riguardo la violenza sulle donne e quel che vorremmo sentire (il testo di vari canti), monologo molto toccante, tragicamente tremendo ma splendente di speranza.

(pubblicità, dopo il messaggio di Rula Jebreal ci sta proprio male…)

  • Bugo e Morgan: “Sincero” (testo: Bugo, Morgan, Andrea Bonomo – musica: Andrea Bonomo, Simone Bertolotti – dirige: Simone Bertolotti) – ha un suo perché anche se non mi piace, non sono in sintonia nel canto e la parolaccia (e siamo a quattro) ha dato il colpo di grazia (4).

Video promozionale della Liguria, finalmente nuovo.

Emma Marrone canta “Stupida allegria”, poi un mix dei suoi successi passati, poi esce dal teatro accompagnata da Amadeus e va in piazza Colombo a cantare.

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  • Alberto Urso: “Il sole ad est” (testo e musica: Piero Romitelli, Gerardo Pulli – dirige: Celso Valli) – brano banale, testo inesistente e anche lui non è un granché, non si capisce bene il suo modo di cantare (6+).

Saluti al canale Rai dedicato ai sordi che stanno seguendo il festival grazie a 15 interpreti che si alternano per tradurre tutto l’evento con il linguaggio dei segni.

Tiziano Ferro canta “Accetto miracoli”, poi anticipa che domani canterà con Massimo Ranieri “Perdere l’amore”.

  • Riki “Lo sappiamo entrambi” (testo: Riki – musica: Riccardo Scirè, Riki – dirige: Pino Perris) – brano semplice ma ben strutturato anche nel testo, sebbene un po’ ripetitivo, lui bravo nonostante gli tremasse la mano con cui teneva il microfono per l’emozione ( 8- ).

Gessica Notaro e Antonio Maggio cantano “La faccia e il cuore”.

  • Raphael Gualazzi: “Carioca” (testo: Raphael Gualazzi, Davide Petrella – musica: Raphael Gualazzi, Davide Pavanello – dirige: Stefano Nanni) – canzone allegra e spensierata, trascinante, ballabile e coinvolgente (9+).

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Anticipazione per la seconda puntata: canterà Fiorello e i Ricchi e poveri torneranno a cantare in quattro.

Collegamento con Nicola Savino che conduce L’altro festival su RaiPlay.

Classifica ufficiale della prima serata (giuria demoscopica, 300 persone consumatori di musica):

  1. Le vibrazioni
  2. Elodie
  3. Diodato
  4. Irene Grandi
  5. Marco Masini
  6. Alberto Urso
  7. Raphael Gualazzi
  8. Anastasio
  9. Achille Lauro
  10. Rita Pavone
  11. Riki
  12. Bugo e Morgan

La mia classifica provvisoria, a seguito del primo ascolto e delle penalità “parolaccia” è la seguente:

  1. Raphael gualazzi (9+)
  2. Achille Lauro (9)
  3. Le vibrazioni (8½)
  4. Diodato (8)
  5. Riki (8 -)
  6. Anastasio (7+)
  7. Irene Grandi (6½)
  8. Alberto Urso (6+)
  9. Marco Masini (5)
  10. Rita Pavone (5-)
  11. Elodie (4½)
  12. Bugo e Morgan (4)

A domani per la seconda serata del festival con le altre quattro nuove proposte e gli altri dodici big in gara.

Pubblicato da igorfree

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