67° Festival di Sanremo: terza serata 9/2/2017

Serata del festival di Sanremo corposa: la gara delle altre 4 nuove proposte, le cover dei 16 big finalisti, la gara dei 6 big a rischio eliminazione.

Si inizia con i giovani:

– Maldestro: “Canzone per Federica” (Maldestro); testo prevalente sulla musica che risulta un po’ piatta, lui svociato (8½).
– Tommaso Pini: “Cose che danno ansia” (Dall’ora, Pini, Amati); canzoncina facile, orecchiabile, coinvolgente e come me odia i testi che non restano in testa, coreografia simpatica (9).
– Valeria Farinacci: “Insieme” (Giuseppe Anastasi); brava ma non trasmette nulla così come la canzone, banale anche se non male (8).
– Lele: “Ora mai” (Lele, Di Benedetto, Canale); lui bravo, brano ben costruito anche se il testo è povero e ripetitivo (9-).

Passano alla finale delle nuove proposte Maldestro e Lele, peccato per Tommaso Pini.

– Nel 2017 lo Zecchino d’oro compie 60 anni, ospite, per la prima volta al festival di Sanremo, il piccolo coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna. Dopo l’esibizione con alcuni dei tantissimi successi di tanti anni, regalano la spilla del coro a Carlo e Maria; un sogno, l’unico coro del quale ho sempre voluto far parte e di cui, purtroppo, non potrò più far parte!

– Inizia la gara tra le 16 cover.
– Chiara: “Diamante”; accompagnata da Mauro Pagani con la mandola andalusa e col violino, versione molto dolce e personale (9= ).
– Ermal Meta: “Amara terra mia”; tutta cantata con molta dolcezza, interpreta l’ultima strofa come donna (Maria), in falsetto, bravissimo (10).
– Lodovica Comello: “Le mille bolle blu”; cantata con tempo troppo scandito, non migliora e non fa suo il brano (7).
– Albano: “Pregherò”; grande interpretazione, personale, stasera la voce è più limpida, note di passaggio ben legate. ottimo (9+).

– Ospite Maria Pollaci, di 92 anni, ha fatto nascere 7642 bambini, l’ultimo il 13 gennaio 2017 e presto ne farà nascere un altro, il primo il 17 settembre 1945.

– Ospite l’Orquesta Reciclados Cateura, dal Paraguai, nata in un quartiere nella spazzatura che viveva di spazzatura, da essa hanno costruito strumenti e girano il mondo suonando per l’UNICEF; suonano Libertango.

– Fiorella Mannoia: “Sempre e per sempre”; l’accompagna al pianoforte Danilo Rea, molto intensa e magnetica, non avevo mai seguito il testo di questo brano con così tanta attenzione, grazie all’ottima interpretazione (10-).

– La copertina di Maurizio Crozza, imperdibile.

– Alessio Bernabei: “Un giorno credi”; ben reinterpretata anche se l’effetto non è migliorativo, comunque apprezzabile (8- ).
– Paola Turci: “Un’emozione da poco”; stessa versione della Oxa anche se cantata meglio, era auspicabile una diversa interpretazione (8= ).

– Ospite Mika, parla con l’orchestra e traduce le risposte musicali, canta alcuni successi poi “Jesus to a child” di George Michael.
– In prima fila nella platea c’è Mariuccia Bernacchi nata nel 1912, era un suo sogno seguire il festival da lì, canta Quel mazzolin di fiori, fantastica.

– Gigi D’Alessio: “L’immensità”; arrangiamento strano, lui sembra non andare a tempo con l’orchestra ma alla fine tutto quadra, strano, coraggioso, stupisce ma non mi piace questa scelta spiazzante (8½).
– Francesco Gabbani: “Susanna”; l’ha fatta sua ottimamente, senza stravolgerla ma sembra una canzone scritta da lui, bravo (10= ).

– Ospiti Alessandro Gassman e Marco Giallini, presentano il loro nuovo film, poi il cantante successivo.

– Marco Masini: “Signor tenente”; per nulla facile da interpretare, quasi una prova d’attore, alla fine emozionante, bravo (9½).
– Michele Zarrillo: “Se tu non torni”; bravissimo ma il brano è poco personalizzato (8+).
– Elodie: “Quando finisce un amore”; lei molto brava ma non ha dato nulla in più al brano (7½).

– Ospiti Anoucka Delon e Annabelle Belmondo, rispettivamente figlia e nipote dei due famosi attori francesi.

– Samuel: “Ho difeso il mio amore”; accompagnato da Christian Montanarella dei Linea 77 alla batteria, Samuel al piano (solo all’inizio), personalizzata soprattutto cambiando qualche nota della melodia, per me ci perde, peccato (8).
– Sergio Sylvestre: “La pelle nera”; accompagnato dai Soul System, più che far suo il brano sono i Soul System ad averlo fatto loro, comunque bravi e originali (9).
– Fabrizo Moro: “La leva calcistica della classe ’68”; bravo ma è come l’originale, niente fantasia (anche se l’ha dedicata al figlio), peccato (7+).
– Michele Bravi: “La stagione dell’amore”; bravo, buona interpretazione personale anche se non molto lontana dall’originale (9- ).

– Ospiti Luca e Paolo con un dialogo sulla paura a cui partecipa, nel finale, anche Maria.

– Inizia la gara tra i 6 big a rischio eliminazione:
– Ron: “L’ottava meraviglia” (dirige Pino Perris); bel brano ma non immediato (9+).
– Raige e Giulia Luzi: “Togliamoci la voglia” (dirige Massimo Zanotti); brano facile, (non)duetto sprecato (8½).
– Bianca Atzei: “Ora esisti solo tu” (dirige Marco Grasso); brano coinvolgente (9½).
– Clementino: “Ragazzi fuori” (dirige Enzo Campagnoli); brano buono ma c’è di meglio (9- ).
– Giusy Ferreri: “Fa talmente male” (dirige Roberto Rossi); si canta, ma troppo ripetitivo (9).
– Nesli & Alice Paba: “Do retta a te” (dirige Umberto Iervolino); bel brano, loro poco amalgamati (8+ ).

– La classifica finale delle cover è la seguente:

  1. Amara terra mia – Ermal Meta (meritatissimo).
  2. Un’emozione da poco – Paola Turci (meritavano di più altri).
  3. Signor tenente – Marco Masini (bene).

– Ospite canoro straniero: LP (no, non un disco in vinile).

– Rocco Tanica dalla sala stampa, sempre divertente.

Dalla gara a sei, due vengono eliminati e non entreranno in finale:
Nesli & Alice Paba – Raige e Giulia Luzi.

I falsi duetti, com’è giusto che sia, non sono stati sufficienti a passare nella fase finale, se avessero duettato veramente sarebbe stato tutto un altro discorso.

Appuntamento a domani.

Ciao, Igor

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