66° Festival di Sanremo: quarta serata 12/2/2016

Anche stasera si comincia con le nuove proposte, la finale dei 4 superstiti che si sfidano per la vittoria.
Oltre al televoto ed al giudizio della sala stampa che hanno decretato le classifiche delle scorse serate, stasera ci sarà anche una giuria di esperti.
Stasera ho valutato anche, come al solito alla seconda esecuzione, la cantabilità del brano, pertanto ci sono dei forti movimenti di classifica.

– Mahmood: “Dimentica” (Alessandro Mahmoud – dirige Andrea Rodini); il testo è fiacco, la canzone è ripetitiva, lui ha una voce ed un modo di cantare particolare, ma cantando bela e fa un breve falsetto inutile (voto 7).
– Francesco Gabbani: “Amen” (Ilacqua, Gabbani – dirige Vince Tempera); c’è ritmo, lui canta bene, il testo non è male, ritornello memorizzabile (voto 8).
– Chiara Dello Iacovo: “Introverso” (Chiara Dello Iacovo – dirige Massimo Morini); brava e precisa ma ha una voce un po’ anonima sebbene risulti fresca, testo buono e ritornello memorizzabile (voto 9).
– Ermal Meta: “Odio le favole” (Ermal Meta – dirige Massimo Morini); brano scontato nella musica ed il testo, sebbene abbia un senso, non rende il brano migliore, lui canta discretamente ma non ha doti particolari, la parolaccia poteva risparmiarsela a fine canzone (voto 6).

Dopo la pausa Carlo Conti entra con Miele che era stata annunciata, erroneamente, come finalista dei giovani, apre la serata big con la sua canzone “Mentre ti parlo”, avrebbe meritato lei la vittoria, rispetto ai quattro finalisti (e non solo lei). Canzone semplice ma ben strutturata, parole chiare e che seguono una logica anche se non eccelse, lei molto brava, bella voce e bell’interpretazione, tutto ciò che in gran parte manca ai finalisti.

– Annalisa: “Il diluvio universale” (Calvetti, Scarrone – dirige Diego Calvetti); canta bene, il testo non è male, quando canta che vuole sognare in effetti l’effetto della canzone è sognante, il brano però è poco cantabile e memorizzabile ai primi ascolti (voto 7-).

Stasera Virginia Raffaele è Belen che entra vestita da suora, perché mezza nuda l’aveva già fatto. Poi si strappa via il vestito da suora e resta in minigonna. Brava e divertente, come sempre.

– Zero assoluto: “Di me e di te” (De Gasperi, Filippelli, Maffucci, Vicini – dirige Adriano Pennino); Il duetto è bandito, troppo difficile per loro, il brano è orecchiabile e facile da cantare quasi subito, essendo semplicissimo, anche se il testo, carino, ha tante parole e quindi difficile da ricordare da subito (voto 😎.

Gabriel Garko entra con una scala a pioli dopo che non hanno aperto la scala della scenografia.

– Rocco Hunt: “Wake up” (Pagliarulo, Benussi, Catanzaro – dirige Roberto Rossi); testo di denuncia ma con uno sprone di speranza, lui bravo, non banale e non monotono, però è difficile cantarla anche se il ritornello “Wake up guagliu'” entra in testa come un martello (voto 9+).

– Irene Fornaciari: “Blu” (Dati, Fornaciari, Fontana, Calvetti – Dirige Diego Calvetti); testo e musica sono buoni, dolce e semplice il brano, il ritornello, sebbene con un testo non immediato da memorizzare, è abbastanza cantabile (voto 9-).

– Giovanni Caccamo e Deborah Iurato: “Via da qui” (Giuliano Sangiorgi – dirige Daniele Parziani); brano facile anche se lo cantano in gran parte a due voci, arricchendolo, alcune brevi parti sono cantabili (voto 8).

– Enrico Ruggeri: “Il primo amore non si scorda mai” (Enrico Ruggeri – dirige Roberto Rossi); il brano funziona bene, la melodia del canto, soprattutto nel ritornello, è molto elementare e quindi cantabile da subito, le parole sono tante quindi si fatica a ricordarle facilmente (voto 9½).

– Francesca Michielin: “Nessun grado di separazione” (Michielin, Abbate, Cheope, Gargiulo – dirige Peppe Vessicchio); stasera ha cantato meglio ma il brano resta di una banalità atroce, però è talmente ripetitivo che alla fine si può anche cantare (voto 7½).

– Elio e le storie tese: “Vincere l’odio” (Belisari, Conforti, Civaschi, Fasani – dirige Peppe Vessicchio); sebbene siano tutti ritornelli non è facilissimo cantarla, tranne qualche breve parte, loro bravissimi (voto 8+).

– Patty Pravo: “Cieli immensi” (Fortunato Zampaglione – dirige Peppe Vessicchio); brano semplice così come il testo, cantabile, soprattutto il ritornello (voto 10-).

Ospite Enrico Brignano, divertente e commovente.

– Alessio Bernabei: “Noi siamo infinito” (Casalino, Faini, Amatucci – dirige Umberto Iervolino); per ballare in discoteca può andare anche bene, il ritornello sono tre parole, da tormentone, le strofe non si cantano facilmente anche se il testo è semplice (voto 7).

– Neffa: “Sogni e nostalgia” (Giovanni “Neffa” Pellino – dirige Peppe Vessicchio); stasera ha cantato meglio, canzoncina molto orecchiabile con ritornello cantabile (voto 7+).

Proclamazione del vincitore delle nuove proposte:
Premio sala stampa “Lucio Dalla” a “Introverso” di Chiara Dello Iacovo.
Premio della critica “Mia Martini” alla canzone “Amen” di Francesco Gabbani.
Classifica finale:

  1. Francesco Gabbani con “Amen”.
  2. Chiara Dello Iacovo con “Introverso”.
  3. Ermal Meta con “Odio le favole”.
  4. Mahmood con “Dimentica”.

Può andare bene così la classifica.

– Valerio Scanu: “Finalmente piove” (Fabrizio Moro – dirige Peppe Vessicchio); ripetitiva ma ugualmente si fatica a cantarla (voto 6).

– Dear Jack: “Mezzo respiro” (Paviani, Balbo, Riflessi, Corradini – dirige Diego Calvetti); stasera mi son parsi più decisi, specie il cantante, abbastanza cantabile, specie il semplicissimo ritornello (voto 8½).

Ospite Elisa che canta i suoi successi.

– Noemi: “La borsa di una donna” (Masini, Adami, Iammarino – dirige Roberto Rossi); niente male, stasera lei più sicura, il testo è quasi impossibile da ricordare anche se la melodia in alcune parti non sarebbe difficile (voto 6+).

Ospite J Balvin.

Coniugi Salamoia

– Stadio: “Un giorno mi dirai” (Grandi, Curreri, Chiaravalli – dirige Beppe D’Onghia); bel brano, Gaetano Curreri stasera non era svociato, peccato che non si riesca a cantare facilmente (voto 6½).

– Arisa: “Guardando il cielo” (Giuseppe Anastasi – dirige Giuseppe Barbera); l’effetto è bello da ascoltare ma la canzone non è cantabile immediatamente (voto 6-).

– Lorenzo Fragola: “Infinite volte” (Fragola, Filippelli, Ferraguzzo, Di Benedetto, Canale – dirige Roberto Rossi); niente male nel complesso ma il testo si ricorda male sebbene il ripetitivo ritornello sia cantabile (voto 9).

– Bluvertigo: “Semplicemente” (Marco “Morgan” Castoldi – dirige Carlo Carcano); testo a parte, musicalmente è valida e complessa, il che la rende non cantabile da subito (voto 5½).

– Dolcenera: “Ora o mai più (le cose cambiano)” (Dolcenera, Finaz – dirige Enzo Campagnoli); lei brava, il testo è ripetitivo il che agevola nel cantare il ritornello (voto 10).

– Clementino: “Quando sono lontano” (Maccaro, Scherer, Stein – dirige Enzo Campagnoli); lui discreto, la canzone passabile, non è cantabile (voto 5+).

Ospiti Alessandro Gassman e Rocco Papaleo.

Ospiti Lost Frequences con Janieck Devy.

Rocco Tanica col sosia di Gabriel Garko.

Classifica finale in ordine casuale (gli ultimi 5 saranno a rischio di eliminazione e il ripescaggio di una sarà deciso dal televoto attivo fino a domani sera): Alessio Bernabei, Rocco Hunt, Noemi, Valerio Scanu, Elio e le storie tese, Arisa, Clementino, Enrico Ruggeri, Giovanni Caccamo e Deborah Iurato, Francesca Michielin, Dolcenera, Lorenzo Fragola, Annalisa, Stadio, Patty Pravo.
A rischio: Zero assoluto, Dear Jack, Neffa, Bluvertigo, Irene Fornaciari.

Secondo me quella che merita di più il ripescaggio è Irene Fornaciari.

Appuntamento a domani per la finale.

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